Lo scorso 25 settembre, il CP Bistrot di Taverne ha ospitato una serata dedicata ai vini di Le Guaite di Noemi, un incontro che ha unito cucina e vino in un equilibrio perfetto.
Gli ospiti sono stati accolti dagli chef Jean Pierre e Andrea, che hanno curato ogni dettaglio della cena, insieme al sommelier Alessandro, autore della selezione dei vini e delle spiegazioni che hanno accompagnato ogni portata.

L’atmosfera era rilassata, con i calici già pronti per un viaggio tra le sfumature più autentiche della Valpolicella, raccontate attraverso i vini di Noemi Pizzighella, giovane produttrice che guida con energia e determinazione la cantina di famiglia a Mezzane di Sopra. La sua presenza ha arricchito la serata, offrendo racconti appassionati e momenti di confronto che hanno deliziato gli ospiti.
Un brindisi che sorprende
La serata si è aperta con il Durello metodo classico “Diverso”, una bollicina fine ed elegante che Noemi ha fortemente voluto, rivalutando un vitigno poco conosciuto con uno stile tutto suo.
Servito come aperitivo o, per chi lo desiderava, in abbinamento allo stuzzichino di benvenuto, il Durello ha offerto un sorso fresco e minerale, perfetto per introdurre la serata.
La profondità della Valpolicella
Con la prima portata, un osso di midollo gratinato con carpaccio di manzo flambato al tartufo nero, la cena è entrata nel cuore della Valpolicella.
Il Valpolicella Superiore 2013 ha mostrato una finezza sorprendente, seguito dal Ripasso 2012, più strutturato e profondo che ha accompagnato i maccheroncini al ferretto con ragù sfilacciato di Hammer Steak. Due vini diversi ma complementari, capaci di raccontare le anime opposte di una stessa terra: eleganza e forza, freschezza e intensità.
L’Amarone e il Ripasso sono tra le espressioni più rappresentative di questa zona. Entrambi nascono da un lavoro paziente, in cui il tempo diventa ingrediente essenziale. Nei vini di Noemi, questo tempo si traduce in equilibrio e trasparenza, senza eccessi, con una purezza che ne definisce lo stile.
Il tempo e la pazienza
Il gran finale ha visto protagonista l’Amarone della Valpolicella 2012, servito insieme a un bis di costate: la succulenza della Sashi finlandese e la persistenza della Hereford.
Un abbinamento perfetto, dove la ricchezza del piatto ha incontrato la profondità dell’Amarone, un vino che incarna la pazienza e la visione della cantina.
Dietro ogni sorso si percepiscono le scelte di Noemi: selezioni rigorose, lunghe attese, nessuna scorciatoia. L’Amarone è la sintesi della sua filosofia, fatta di rispetto per la materia prima e fiducia nei tempi della natura.
Noemi Pizzighella
Protagonista della serata, Noemi Pizzighella rappresenta una nuova generazione di produttori italiani che unisce radici solide e spirito indipendente.
Cresciuta tra le vigne, ha imparato da figure come Romano Dal Forno, ma ha saputo sviluppare un linguaggio personale. Nei suoi vini si ritrova la sua personalità: autentica, decisa, vibrante.
Le Guaite di Noemi è una piccola realtà familiare, con una produzione limitata e una qualità senza compromessi. Ogni bottiglia nasce da un lavoro meticoloso, sempre guidato dalla stessa idea: fare vini che parlino della terra da cui provengono.
Una serata di autenticità
La cena al CP Bistrot ha celebrato più di un semplice incontro tra cucina e vino.
È stata la dimostrazione che dietro ogni grande bottiglia ci sono persone che credono nel proprio lavoro, e che la qualità nasce sempre da passione, coerenza e dedizione.
Un grazie sincero al team del CP Bistrot per l’ospitalità e a Noemi per aver condiviso la sua storia, i suoi vini e la sua energia.
Al nostro prossimo evento!
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