L’ultima settimana di aprile è iniziata la campagna Bordeaux En Primeur 2025, uno degli appuntamenti più importanti dell’anno per il mondo dei grandi vini.
Come sapete, Bordeaux non rappresenta il focus principale della nostra attività, ma resta tuttavia un mercato che seguiamo con attenzione, sia per la sua importanza storica nel mondo dei grandi vini, sia per garantire ai nostri clienti un servizio completo e coerente. Durante la campagna En Primeur monitoriamo con cura le uscite dei vari Châteaux, presentando in modo trasparente e selettivo le opportunità che riteniamo più interessanti.

Il sistema En Primeur consente di acquistare i vini mentre sono ancora in fase di affinamento in botte, assicurandosi le quantità desiderate al prezzo di uscita, con provenienza garantita. È inoltre la migliore occasione per accedere a vini a produzione limitata, allocazioni ristrette e formati rari, che potrebbero risultare non disponibili o significativamente più costosi una volta immessi sul mercato.
Dal punto di vista climatico, la 2025 è stata un’annata precoce, generalmente caratterizzata da condizioni calde e secche. Dopo un avvio vegetativo regolare e rapido, l’estate è stata segnata da temperature elevate e da una siccità diffusa, che ha naturalmente ridotto le rese e portato a grappoli piccoli e concentrati.
Le piogge tra la fine di agosto e l’inizio di settembre hanno poi avuto un ruolo determinante, favorendo una maturazione completa senza compromettere freschezza ed equilibrio.
In questa fase, ciò che emerge con maggiore evidenza dai vini in affinamento è la qualità complessiva dell’annata. Le prime degustazioni mettono in luce diversi punti di forza:
- eccellente definizione aromatica e purezza del frutto;
- tannini maturi, raffinati e ben integrati;
- freschezza e tensione superiori alle aspettative;
- buona concentrazione senza eccessi di peso;
- equilibrio convincente tra densità, precisione e bevibilità;
- livelli alcolici generalmente moderati;
- una sensazione generale di armonia, controllo e struttura classica.
Nel complesso, la valutazione dell’annata è molto positiva e, in molti casi, decisamente promettente.
Diverse voci autorevoli della critica internazionale hanno già espresso giudizi molto incoraggianti sul millesimo 2025.
Jancis Robinson descrive la 2025 come un’annata che “si dimostrerà eccellente”, mentre James Lawther MW sottolinea come il 2025 “abbia tutte le caratteristiche per essere una grande annata”.
Decanter evidenzia nelle prime degustazioni “struttura, freschezza e purezza aromatica”, tre elementi che riassumono molto bene la qualità percepita nei campioni.
Anche The Wine Advocate by Robert Parker conferma queste sensazioni: “Si tratta davvero di un’annata di qualità eccezionale … i migliori 2025 sono vini veramente entusiasmanti.”
Sebbene le degustazioni Château per Château e le conferme finali in bottiglia restino fondamentali, la 2025 si presenta non solo come una buona annata, ma come un millesimo con il potenziale per essere davvero grande, soprattutto nei terroir migliori e nelle proprietà più attente.
Dal punto di vista geografico, l’annata sembra aver premiato in particolare i grandi terroir bordolesi capaci di mantenere equilibrio e precisione in condizioni calde e secche.
Sulla Rive Droite, le prime impressioni sono particolarmente convincenti nei grandi suoli argillo-calcarei di Saint-Émilion e in diversi terroir di Pomerol, dove ritenzione idrica, freschezza naturale e maturità hanno contribuito a vini profondi, armoniosi e definiti.
Sulla Rive Gauche, appellazioni come Pauillac, Saint-Julien, Margaux e Pessac-Léognan si distinguono per la capacità di coniugare struttura, energia e chiarezza aromatica, con espressioni diverse ma ugualmente interessanti a seconda dei suoli e dello stile aziendale.
Più che un’annata uniforme, il 2025 sembra valorizzare la precisione tecnica, i grandi terroir e la sensibilità delle singole proprietà, rendendo fondamentale un’analisi attenta appellazione per appellazione e soprattutto Château per Château.
Dal punto di vista evolutivo, l’annata mostra caratteristiche molto promettenti. La combinazione di maturità, freschezza, concentrazione e tannini ben definiti suggerisce, almeno per i vini migliori, un’ottima capacità di invecchiamento nel lungo periodo. Non si tratta quindi solo di un’annata di immediata piacevolezza, ma di un millesimo che potrebbe offrire grandi soddisfazioni nel tempo.
Sul piano del mercato, Bordeaux arriva a questa campagna dopo alcuni anni complessi. Non è un segreto che il contesto recente sia stato più selettivo, sia per Bordeaux sia per il mercato del vino in generale. Allo stesso tempo, il 2024 ha segnato un importante riposizionamento dei prezzi per molti Châteaux, riportando le uscite su livelli più coerenti e interessanti rispetto al passato recente. Questo rappresenta un elemento fondamentale per il ripristino della credibilità del sistema En Primeur.
Per questo motivo, la campagna 2025 si sta rivelando particolarmente interessante: da un lato un’annata che poggia su basi qualitative molto solide, dall’altro un contesto di prezzo che ci auguriamo rimanga disciplinato e ragionevole.
Se entrambe queste condizioni verranno confermate anche nelle prossime uscite, quest’annata potrebbe offrire concrete opportunità d’acquisto su diversi Châteaux di riferimento.
Dopo solo una settimana e mezza, abbiamo già assistito all’uscita di alcuni vini iconici.
Come da tradizione, Château Pontet-Canet ha aperto le danze proponendo un prezzo particolarmente interessante accompagnato da valutazioni eccellenti, tra cui uno straordinario 98-100 punti assegnato da The Wine Advocate by Robert Parker.
Degna di nota è senz’altro anche l’uscita di Château Pape Clément, proposto a condizioni davvero vantaggiose rispetto al posizionamento qualitativo del vino.
Molto interessante anche Château Cheval Blanc che, nonostante un leggero aumento di prezzo rispetto alla 2024, rappresenta una delle uscite più importanti della campagna, trattandosi senza dubbio di uno dei vini dell’annata.
Per quanto riguarda i prezzi nel loro insieme, la sensazione generale indica livelli leggermente superiori rispetto allo scorso anno, dato comprensibile alla luce della qualità dell’annata, anche se ci auguriamo che gli aumenti restino contenuti e misurati. In ogni caso, le decisioni sui prezzi sono determinate dai singoli Châteaux e non da Chronos. Continueremo quindi a monitorare attentamente gli sviluppi e ad attendere le prossime uscite ufficiali.
Come ogni anno, seguiremo personalmente le degustazioni, le valutazioni della critica internazionale e l’evoluzione dei prezzi per proporre un’analisi il più possibile oggettiva e utile ai nostri clienti.
La campagna En Primeur di Bordeaux resta uno degli argomenti più controversi nel mondo del vino, soprattutto dopo le campagne degli ultimi cinque anni. Non si può negare però la sua importanza storica, né la sua capacità di attirare ogni anno nuovi appassionati e collezionisti.
Nelle prossime settimane continueremo quindi a seguire attentamente la campagna, condividendo le uscite che riterremo davvero interessanti, sempre con un approccio selettivo, trasparente e coerente, perché questo è il nostro modo di raccontare il vino.
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